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In una chiesa dei Frati Minori (Conventuali),
figli del Poverello d’Assisi, non poteva non essere
presente san Francesco; in ogni angolo, nei più
visibili nei più impensati e inaccessibili.
Apparentemente è oggi inesistente, comunque, una
cappella e altare a lui dedicati. Ma non è così.
Strano? Ma vero! La cappella di san Francesco è
quella più nota come di “Santa Maria di Betlem”.
Come già detto, furono i francescani ad insegnare
ai sassaresi, già nel secolo XIV, la devozione
alla Madre di Gesù nato a Betlem. I cambiamenti
architettonici apportati dall’architetto fra Antonio
Canu nel sec. XIX fecero un grande torto al Santo ma ne
sublimarono e ne diffusero anche la presenza.
Mi sembra ottimo l’accostamento di s.Maria di Betlem
con s.Francesco; più precisamente l’aver
posizionato santa Maria di Betlem al centro della Cappella
di san Francesco, la cui statua sorretta dagli angeli
è sopra la nicchia della Vergine del presepio.
Per ricordare a tutti l’affetto sovrumano di Francesco
per il Dio fattosi uomo.
Il torto. L’aver tolto l’altare maggiore,
oggi nella cappella di san Salvatore, la prima a destra
entrando in chiesa dalla porta principale. I Frati che
alla fine del sec. XIII costruirono la chiesa, affiancata
la chiesetta di santa Maria (Assunta) in Campulongu, trovarono
evidentemente normale dedicare l’altare maggiore
a san Francesco senza nulla togliere all’Assunta
che resta patrona di tutta la chiesa.
Non sappiamo dove sia andata a finire la statua del Santo
certamente collocata nella nicchia centrale e poi sostituita
con la statua di “Cristo Salvatore del Mondo”.
Le prove evidenti che detto altare era dedicato a san
Francesco sono:
il quadro di san Francesco abbracciato da Gesù
in croce,
e tutti i santi solo francescani scolpiti nel rettablo:
san Bonaventura, san Bernardino da Siena, sant’Antonio,
san Ludovico (?) e beato Andrea dei conti di Segni.
Di questo altare forse si può affermare che è
il più lavorato e adornato degli altari di santa
Maria, giustamente se era l’altare maggiore.
Altra statua del Santo, scolpita dal Canu, che mi pare
giusto evidenziare subito è quella depositata nella
nicchia sopra la porta secondaria della chiesa.
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La terza statua, e questa “ad altezza d’uomo”,
insiste sul cammino francescano. La troviamo subito dopo
l’acquasantiera dell’entrata secondaria. E’
a sinistra del Crocifisso e gli fa compagnia insieme alla
Vergine Addolorata che sta a destra. Non poteva mancare
questa statua a ricordare l’amore di san Francesco
per il Crocifisso al quale chiese e dal quale ottenne
di poter sperimentare nel corpo la passione di Gesù,
ricevendo le stimmate.
Due statue, situate nella cappella di santa Maria degli
Angeli, patrona del gremio dei muratori. Le statue sono
recenti, ma quella cappella e le due statue stanno a ricordare
il “Perdono di Assisi” indulgenza ottenuta
da Francesco per condurre all’amore di Cristo in
modo facile e misterioso folle di peccatori nei millenni
avvenire.
Inoltre un quadro (in sacrestia) e un altorilievo nella
cupola fa riferimento all’abbraccio di san Francesco
con san Domenico.
Quasi invisibile, ma vigile su quanti entrano in chiesa,
è il mezzobusto (mente e cuore) del Santo in uno
degli architravi nella navata della chiesa.
Infine una statua, forse professionale, oggi collocata
nei locali della Biblioteca del Convento, a ricordare
a chi legge e vi lavora, come san Francesco scrive nella
regola che lo studio e il lavoro non devono estinguere
lo spirito della preghiera ma solo farlo crescere.
E non ultimo, anche se davvero inaccessibile in tutti
i sensi, il dipinto posizionato sopra le arcate del coro
superiore, all’entrata della chiesa. E’ Francesco
che va incontro a Dio lasciandosi abbracciare da sorella
morta. E’ un quadro che regala serenità anche
se la visione è difficile a “occhio nudo”.
Sembrava fossimo giunti alla fine; invece dobbiamo fare
un passo indietro. Tre figure del Santo Poverello, in
argento, scolpite in una pisside, in un candelabro dei
ceroferari e in un secchiello dell’acqua benedetta.
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Nelle atre tre cappelle sotto la cupola a loro dedicate,
troviamo la statue di san Bonaventura di Bagnoregio, san
Giuseppe da Copertino e beato Bonaventura da Potenza,
collocate nelle nicchie sopra gli altari, opera di fra
Antonio Canu.
Di san Bonaventura si ha un quadro, legato alla Confraternita
di Santa Croce, che si trova in una sala del convento.
Di san Giuseppe da Copertino è conservato in sacrestia
un grande quadro, già posizionato nel retablo della
cappella a lui intitolata e oggi dedicata a san Giuseppe
sposo di Maria. Altro quadro dello stesso santo, già
pannello della stessa cappella, a nostro giudizio, è
conservato nel salone del convento.
Nella zona alta della cupola vediamo cinque santi del
primo ordine francescano: san Daniele martire, san Ludovico
vescovo, beato Andrea dei Conti di Segni, beato Tommaso
Bellaci, beato Francesco Venimbeni, sant’Antonio
di Padova e il beato Andrea da Spello (o san Francesco?).
Del secondo ordine: santa Chiara d’Assisi; del terzo
ordine: san Ludovico Re di Francia, santa Elisabetta regina
del Portogallo.
Infine il quadro di san Massimiliano Kolbe, che ancora
non trova una collocazione definitiva, nella cappella
di san Bonaventura da Bagnorea posta sotto la cupola e
due statue, santa Elisabetta d’Ungheria e san Ludovico
Re di Francia, conservate nei locali del convento e pronte
per l’uso in chiesa nelle loro feste.
Sempre nella zona alta della cupola troviamo i Sommi Pontefici,
Vicedomino de Vicedomini, morto lo stesso giorno dell’elezione,
Nicolò IV, Alessandro V, Sisto IV, Giulio II, Sisto
V e Clemente XIV, e alcuni Cardinali tutti francescani.
I Segni francescani
E’ sempre l’unico segno “la Croce al
centro delle braccia e mani stimmatizzate di Gesù
e di Francesco”.
Ne abbiamo individuato diversi, localizzati nella chiesa,
nei due ingressi, in croci ed oggetti sacri. Ovviamente
tutti di diversa fattura e di preziosità artistica.
Per chi volesse saperne di più è possibile
consultare dei libri della biblioteca!
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