Santa Maria degli Angeli

e il suo Gremio

 

 

A quando risalga il “connubio” tra il Gremio (o confraria) dei Muratori e Santa Maria degli Angeli nessuno sa dirlo.

lI primo documento che ne parla è lo Statuto del 7 marzo 1538. Con i Muratori (los mastres de pedra et muru) a scegliere Santa Maria degli Angeli come patrona vi sono i falegnami, i piccapietre, i sellai e i bestai. Più tardi si aggiungono i bottai, gli spadai e i barilleros.

Lo Statuto del 1776 trova insieme sino a quindici categorie di mestieri, moltiplicati anche i ”patroni”, con  s.Giuseppe e s. Maria Maddalena in aggiunta a Santa Maria degli Angeli.

Nel 1802 il nuovo Statuto è dei soli Muratori; gli altri se ne sono andati e i falegnami si sono portati via anche s. Giuseppe come patrono.

 

Così, sino ad oggi, la fedeltà dei Muratori alla loro Patrona è diventata, diciamo “granitica”.

Dopo la legge del governo sabaudo che neI 1846 sopprime tutti gli statuti che regolano il lavoro artigianale, il nostro gremio, come gli altri, conserva solo una fisionomia religiosa.

Il primo gennaio 1928 il “Regolamento Organico” del Gremio stabilisce la complessa attività ed organizzazione.

I gremianti continuano il loro cammino di fede e di tradizione con volontà decisa a superare le varie crisi ricorrenti e originate dai profondi mutamenti sociali.

Fedeli alla loro Patrona, i Muratori celebrano con entusiasmo la festa il 2 agosto di ogni anno, con momenti di feste, particolarmente la processione che data almeno dal 1647, e con altre partecipate manifestazioni popolari.

 

 

Celebriamo il “dono” di Dio

 

 

La storia del mondo è un immenso e stupendo dono di Dio agli uomini; come ogni dono ha la sua storia, affascinante nel suo rivelarsi.

Anche la festa di “Santa Maria degli Angeli” e il “Perdono di Assisi”, qui a Sassari, ha la sua storia di “dono di Dio”.

 

Il carico di “forti sentimenti” che ci spingono oggi a “far festa”, deve esplodere nella gioia della lode e gratitudine al Padre della Bontà, il quale opera cose grandi nei suoi santi.

Questo “dono” si chiama “Maria”, la Vergine poverella che ci ha reso fratello il Signore della gloria, aprendoci le porte di una felicità senza limiti.

E ci è giunto per le mani di Francesco d’Assisi il quale scoprì di essere e volle farsi fratello di ogni creatura.

Alla Porziuncola, nella Cappella di Santa Maria degli Angeli della vallata di Assisi, Francesco conobbe Cristo e Maria; si formò una famiglia di “fratelli” che mandò in tutte le parti della terra ad annunziare i suoi “amori” e a chiamare gli uomini e le donne a vita nuova.

La tradizione vuole che i Francescani abbiano preso dimora a Sassari mentre Francesco era ancora vivente, come i documenti ne assicurano la presenza in Sardegna già prima del 1230.

Dunque Dio pensò a noi Sardi col cuore di Francesco e ci amò con la semplicità e l’entusiasmo dei Frati Minori.

Questi, lontani da Assisi, vivevano la nostalgia di quella terra benedetta, la Porziuncola, e di quella Cappella dedicata alla Regina degli Angeli verso la quale Francesco aveva e chiedeva ai frati di avere tenerissima devozione.

Per “obbedire” a Francesco, nell’impossibilità del ritorno, essi costruivano la “loro Porziuncola”, dedican­do a Santa Maria degli Angeli un altare o una cappella e celebrando la festa del “Perdono di Assisi”.

Quanti del “popolo dei penitenti” non potevano recarsi alla Porziuncola di Assisi, gioivano nell’accorrere numerosi al Santuario francescano della propria città.

Un miracolo di fede, mai interrotto pure qui a Sassari, anche per merito e l’impegno degli umili e fedeli operai che hanno per nome “Gremio dei Muratori”.

Muratori, costruttori di Chiesa, oltre che di chiese. Di chiese, costruite con pietre; di Chiesa, edificata con la fatica quotidiana della fraternità nello Spirito.

Sia il proposito di quanti partecipiamo a questa celebrazione, quello di spingerci oltre questo due agosto, facendo ciascuno la propria piccola parte per costruire un mondo più vivibile, nel Signore, sotto la protezione di Maria, sui passi di Francesco d’Assisi.