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Il convento di Santa Maria di Betlem in Sassari dei Frati Minori (Conventuali).
 
 
 
Introduzione
   

Dando atto alla tradizione che vuole presenti a Sassari i Frati Minori (Conventuali) sin dal 1220, è normale chiedersi se ancora vi siano le tracce della prima dimora. Gli studiosi non parlano nemmeno delle strutture conventuali succedutesi nei vari secoli, attardandosi piuttosto a descrivere e interpretare tipologie e tempi delle strutture della chiesa.
Eppure non meno interessanti e"parlanti"sono le mura del convento, sopratutto oggi che invocano aiuto e interventi urgenti di restauro e conservazione. A chi si aggira fra i meandri del convento, diciamo che si mostrano con evidenza i seguenti siti ben distinti e con i chiari segni dei secoli

 

 
 
Conventino di inizio secolo XIII
 

E' stato costruito dai Frati Minori o faceva già
parte del convento benedettino, magari con 
modifiche -evidenti - dei secoli successivi ?
Ha caratteristiche  certamente precedenti al gotico.
E' pieno di fascino, che avvolge l'incredulo visitatore. 
 La facciata dà sulla piazza.
 
         
 
Il convento gotico
 

 

E' certamente costruzione voluta come dimora dei francescani che hanno scelto una sede dignitosa e necessaria, adatta al nuovo modo di essere presenti al "servizio della gente", conseguenza della scelta del "convenire", superando e migliorando il primitivo concetto di "essere pellegrni nel mondo". Più statici fisicamente, per meglio andare verso le esigenze del popolo di Dio. Da questo "convenire", "l'abitazione" assume la denominazione di "convento" e quanti vi abitano vengono chiamati, sempre più correntemente, "Conventuali" o "Claustrali" o "Minoriti" o, ancora, "Frati della comunità". Questo a ben distinguerli dalle varie "riforme francescane" che riscelgono l'itineranza materiale e privilegiano forme di vita più ritirate, in romitori, e forme anche esteriori di povertà. La tipologia di questo convento è quella dei conventi costruiti dopo il 1260 e che ordinariamente vengono edificati, anche in Sardegna, nell'ultimo quarto del secolo XIII; sorgono, accanto alla chiesa grande e sacrestia. La facciata dà sulla via Artiglieria. E' composta dai seguenti vani.

    Al pianterreno :
  • Aula capitolare, facente funzione anche di "aula scolastica" per i religiosi e i laici (i resti sono evidentissimi).
  • Atrio: al convento e alla sala capitolare o aula scolastica. La scritta "Silentium" segnala certamente una zona di rispetto quale certamente è un'aula scolastica.
  • Zona cucina (presenza del pozzo, come in altri conventi)
  • Grande Refettorio. Luogo, oltre che per uso quotidiano della comunità conventuale, senza dubbio anche d'incontro per la comunità ecclesiale e civile. Il fatto che il padre guardiano di Sassari nel secolo XIV fosse depositorio "delle borse o bussolotti contenenti le schede dei cento consiglieri fra i quali dovevano essere estratti gli anziani come stabilito dagli statuti" , e che riscuotesse certi diritti del Comune, è prova sufficente che era li, in convento, il luogo dove avvenivano tali incontri, come è confermato dai documenti scritti per il convento di Oristano.
  • Grande salone dormitorio al primo piano. E' ancora chiaramente leggibile il complesso di tale impianto gotico del convento. Da notare che questo complesso gotico subì, verso il secolo XVI, grandi cambiamenti. Fu abbassato il pian terreno ed elevato il primo piano, ricavandone tre piani. Un piano terra (diviso poi in camere) e dei dormitori con corridoio centrale al piano superiore.
         
         
 
Il chiostro attuale (in restauro)
 

 

Il chiostro attuale conserva ancora i resti della famosa cappella di s.Salvatore, sede dell'Arciconfraternità di s.Croce o del Gonfalone, e diventata nel secolo XV nuova aula capitolare e aula scolastica, almeno sino alla fine del secolo XVII, secondo la testimonianza del Padre Sisco; poi mozzata e ricostruita ultimamente. Questo chiostro fu sede di almeno altre due cappelle quella "dei conciatori" e "di santa Lucia", pure abbattute nella parte superiore per dotare il convento di altri due dormitori, uno nello spazio di dette tre cappelle e uno nel lato sopra il conventino del 1220 sino al coro. Prima di questi lavori, il chiostro era certamente solo a pianterreno, con colonne e tetto a vele, databile circa la fine del secolo XV con nuova entrata dalla piazza mediante la porta con sopra lo stemma di san Bernardino da Siena. Le due porte di entrata al chiostro erano certamente utilizzate come accesso per la gente che prelevava l'acqua dalla fontana del Brigliadore, almeno dal secolo XIV al secolo XIX, ossia sino alla costruzione della fontana nella piazza. Se saranno completati i restauri questo chiostro offrirà nuovi servizi alla cittadinanza.