Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani
 
Il M.A.S.C.I. non è una associazione di scouts un pò cresciuti che vogliono imitare i lupetti e le coccinelle o gli esploratori e le guide, ma uomini e donne che cercano luoghi d’impegno e di riflessione per “poter cambiare il mondo cambiando se stessi “, cercare cioè, come diceva Baden-Powell il fondatore dello scoutismo, di lasciare il mondo un pò migliore di come lo abbiamo trovato e nello stesso tempo essere capaci da soli di guidare la propria barca, essere cioè protagonisti della propria crescita permanente.
È un invito a mettersi insieme, a formare un gruppo di amici, facendo propri non solo i valori fondamentali del metodo scout adattato alla prospettiva adulta, ma anche lo spirito e lo stile peculiari di questo movimento.
Il M.A.S.C.I. quindi non si rivolge solo a chi ha vissuto il “ grande gioco scout “ ma a tutte quelle persone che ritengono, nel frenetico mondo attuale, di dover dedicare un pò di spazio ai problemi di crescita globale delle propria persona e, contemporaneamente, poter donare un pò di tempo al servizio delle comunità civile ed ecclesiale.
 
 
 
 
 
 
Non è mai troppo tardi per diventare scouts.
 
 
Tissi, 20 giugno 1992, ore 18,00: il sole ancora alto nel cielo limpido, una leggera brezza tiepida, il chiassoso ed allegro garrire delle rondini sembra approvare la scelta del luogo per l’avvenimento.
Un vasto campo di erba dorata, fiancheggiato da un muretto a secco e da un filare d’alberi, un stradina bianca di campagna e, sulla destra, un leggero declivio della collina tappezzato qua e là d’alberi di olivo.
Per 12 persone adulte, fra i trenta e i cinquant’anni, sta per concretizzarsi l’avventu-
ra iniziata nel febbraio scorso, quando, presso il convento di Santa Maria di
Betlem in Sassari, si pongono le radici di un nuovo gruppo MASCI.
Alla presenza di guide, esploratori, noviziato, clan e capi, schierati in un cerchio ordinato e silenzioso, si svolge la Santa Messa, celebrata da P.Salvatore.
 
 
   
 
 
Dopo l’omelia salgono sull’altare il magister ed il suo vice e chiamano ad uno ad uno gli aspiranti.
L’emozione esplode ed è superiore a quella, pur grande, provata durante la veglia d’armi; tachicardia, tremarella, risatine quasi isteriche tradiscono il nostro pur misero tentativo di voler sembrare forti.
Nel pronunciare la formula di rito, veramente si respira la solennità del momento e ci si rende conto che inizia un nuovo ed importante capitolo della nostra vita.
<Prometto di fare del mio meglio…>, parole che si fissano nella mente e nel cuore; in futuro dovremmo sempre tenerne conto; tanti
testimoni ci ascoltano e, fra essi, i nostri figli.

 
   
 
 

L’investitura col fazzolettone e il saluto agli scouts costituiscono il momento in cui dal timor panico passiamo ad una euforia liberatoria.
Mentre ascoltiamo il canto
della promessa una voce interiore, blanda dapprima e poi sempre più forte, grida con insistenza: MASCI per sempre, per sempre.
Poi la benedizione, gli auguri di tutti e ci sentiamo veramente parte di una grande famiglia.
Tra le fila degli scouts cerchiamo lo sguardo d’approvazione dei nostri figli ed una gioia immensa, di quelle che non si riesce a contenere, ci dice che abbiamo fatto la scelta giusta.<Domani è un altro
giorno>
e, ,nel confrontare i fatti con le parole, auguriamoci che i primi possano superare in grandezza le seconde.