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S.Maria
di Betlem: un nome aggiunto e incancellabile.
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Questa
chiesa, monumento di devozione e d'arte che sfida i secoli
è segnata "misteriosamente" da due denominazioni:
Santa Maria Assunta e S.Maria di Betlem. Un nome
ufficiale, quasi dimenticato, e un nome popolare. Il personaggio
che ne è "Padrona" e "Patrona"
è unico: Maria, la Madre di Dio, ma invocata nei
momenti più singolari della sua esistenza: quando
a Betlem dona al mondo il figlio di Dio e suo, e quando
entra definitivamente nella vita della gloria dei cieli.
Gli storici ci assicurano che la dedicazione della chiesa
da sempre è stata alla Vergine Assunta, patrona della
stessa città di Sassari; ciò è e dà
in qualche modo ragione del legame singolare della città
con questa chiesa, insieme alla "Festha Manna"
risalente già a secoli prima del voto e che ancora
si rinnova ogni anno. Ma la curiosità ci spinge a
chiederci il perchè del secondo nome "Santa
Maria di Betlem" che popolarmente ne oscura, nonostante
i "fatti festosi" , il glorioso titolo originale;
e a cercarne una risposta plausibile. Il problema forse
trova una soluzione coniugando leggenda e realtà.
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Santa Maria di Betlem. Statua linea del sec. XV.
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La
Leggenda...
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La
leggenda parla di due francescani che, tornando dalla
Palestina e, volendo portare un dono alla città,
misero una effige della Madre col bambino (S.Maria di
Betlem, perchè a Betlem Maria divenne Madre del
Dio fattosi bambino), tra i propri poveri bagagli. Impossibile
per il responsabile del piccolo naviglio e così
i frati dovettero disfarsene, gettando cassa e contenuto
in mare. Ma invocarono il prodigio di un viaggio autonomo
a seguito della nave. Il miracolo avvenne: all'arrivo
a Porto Torres, la statua era li a debita distanza,
e si mosse solo su intervento dei due umili francescani.
Proseguì il viaggio su un carro trascinato da
buoi, i quali si fermarono, immobili, davanti alla porta
della chiesa di Santa Maria di Sassari. Prelevata la
statua, fu portata in chiesa in una cappella poi dedicata
definitavamente a Santa Maria di Betlem. Questa
la leggenda...
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...e
la realtà
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La
datazione della denominazione della chiesa a s.Maria
di Betlem risale, secondo i documenti di cui si è
in possesso, almeno all'anno 1300, quindi a circa 80
anni dopo l'arrivo dei Francescani in questa chiesa.
E' certo anche che la statua lignea, a giudizio dei
critici d'arte, risale alla fine del secolo XIV o agli
inizi del secolo seguente, ed è o di fattura
pisana (per alcuni) o di fattura catalana secondo altri.
Quindi non proveniente dalla Palestina come vorrebbe
la leggenda. Noi pensiamo che la leggenda sia spiegazione
devota di una realtà ancora più devota
e carica di fede entusiasta e popolare. Cioè:
è storicamente certo che i francescani, a inziare
dallo stesso s.Francesco, furono pellegrini missionari
della fede in Terra Santa e rimasero ininterrotamente
custodi dei luoghi santi, tra cui Betlem. Inoltre tutte
le province dell'Ordine Francescano dovevano rendersi
disponibili a inviare alcuni tra i religiosi migliori
per rendere viva questa presenza francescana in Terra
Santa. Non si è fuori dalla realtà "ipotizzare"
che anche francescani sardi, e di Sassari in particolare,
abbiano avuto la gioiosa avventura di vivere in Terra
Santa. Tornati in Sardegna, e a Sassari, che cosa potevano
portare di meglio se non l'esperienza di aver vissuto
li dove Maria, la poverella, aveva reso nostro fratello
il Dio della Maesta' così come s. Francesco amava
contemplare la Madre di Dio e di essa parlare ai frati
e ai fedeli? Certamente ne parlarono con tanta fede,
entusiasmo e devozione da trascinare il popolo in un
pellegrinaggio ideale a Betlem, e, nell'impossibilità
di un pellegrinaggio reale, impiantare qui a Sassari
quasi un presepio permanente rinnovando la devozione
di Francesco d'Assisi che volle sentirsi a Betlem, lì
a Greccio, la notte di Natale del 1223.
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Particolare e suggestiva vista della cupola.
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Per
concludere
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Francescanamente
la realtà è questa, e la fantasia
che
ama trovare le ragioni delle proprie creazioni, quasi
naturalmente crea pure le favole e le leggende, le quali
non nascono mai dal nulla. Esiste una verità:
la devozione popolare a Maria, Madre di Dio a Betlem,
che i sassaresi sino ad oggi hanno conservato nella
terra feconda del loro cuore. Chi
pensa e coniuga meglio fede, realtà e leggeda
ci proponga
le sue ragioni e ce ne faccia dono. Sarà un dono
gradito.
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