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L’Ordine Francescano Secolare viene fondato ad Assisi nel 1221 da San Francesco.
Papa Onorio III approva il “Memoriale propositi” che è considerato come la prima Regola dell’Ordine dei Penitenti di San Francesco (da fine ‘200 al 1978 è detto “Terz’Ordine francescano”).
L’arrivo dei frati a Sassari nel 1220 farebbe presumibilmente datare la presenza dell’OFS al 1225 circa. Gli statuti comunali di Sassari risalenti al 1272, legiferano sui “Pinzoculos” (variante di “Pinzocheri”, con cui in Pisa si indicano i francescani secolari).
Mancano notizie inerenti al 1300 ed al 1400 mentre nel 1513 affiora l’esistenza di una terziaria, Leonarda de Ogona, che nel suo testamento dispone di venir seppellita nella chiesa di Santa Maria “con l’Abito di san Francesco”
Con l’andar del tempo si pensa che l’O.F.S. di Santa Maria di Betlem, nonostante non si trovino nominativi, si sia irrobustito ed abbia assunto nella società un ruolo piuttosto rilevante poiché risulta che nel 1556 l’ospedale dei lebbrosi è servito e dato in custodia alle terziarie dell’Ordine di San Francesco in Sassari.


Laici dell'Ordine dei Penitenti
vestono il saio francescano.
 
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
       
       
       
     

Nel 1623/28 sorge in Sassari ad opera della terziaria d. Margherita Tavera ved. Gambella, il monastero di Santa Elisabetta di Portogallo che adotta la regola del Terz’Ordine secolare; tale regola fu seguita in precedenza, nel monastero di Santa Elisabetta d’Ungheria, sempre a Sassari (1490-1561/80).
Mancano ancora notizie inerenti al 1700 e a quasi tutto l’ 800.
Nel 1908, finalmente l’ O.F.S. rinasce a nuova vita (si registrano 25 professioni).
Si arriva così all’apice delle attività che vanno dal 1920 al 1960 in cui si registrano anche 100 assidue frequentanti.
Nel 1950 l'allora Ministra dell'O.F.S., la signora Tina Solinas Balata, notando che per s.Antonio non c'era un gruppo che si occupasse della festa, riunisce alcune signore di Sassari e crea il Comitato Dame di S.Antonio con lo scopo di organizzare una pesca di beneficenza il cui ricavato vada al convento per il sostentamento dei Fratini.
Dai verbali del suddetto periodo risulta che le attività dell’ O.F.S. erano svariate e ciascuno prestava la sua opera a seconda delle attitudini.
Essendoci in tale periodo il seminario serafico, le terziarie adottavano un fratino e a seconda delle loro possibilità economiche ( più che altro si trattava di sensibilità fraterna, di carità, di amore) a questi pensavano.
E tutte si prodigavano nel rammendare e nel curare per benino sia la biancheria personale dei frati sia la biancheria della Chiesa.

       
       
       
COME SI ACCEDE ALL’ O.F.S.

Il Tabernacolo nell'altare maggiore
 
A periodi le terziarie si riunivano anche durante la settimana per cucire ed escogitare qualsiasi iniziativa per l’Opera delle Vocazioni, lotterie, pesche miracolose, preparare addobbi per le feste etc.
Un lavoro sempre intatto è il rivestimento del tabernacolo nell’altare maggiore, dovuto ad una consorella deceduta anni orsono: Isabella Bogliolo.
Alle attività concrete si aggiungevano anche gli esercizi spirituali annuali, i ritiri e le adorazioni mensili.
Da una ventina di anni in qua, la vita di fraternità ha subito delle trasformazioni: sono diminuite moltissimo le adesioni, sono decedute decine e decine di consorelle i cui posti sono rimasti vuoti.
 

Chiamato per tanto tempo Terz’Ordine Francescano, soltanto perché cronologicamente istituito per ultimo, oggi si preferisce chiamarlo Ordine Francescano Secolare per meglio sottolinearne la triplice natura:


ORDINE: non un semplice gruppo o movimento ecclesiale, in quanto ha una Regola e delle Costituzioni, riconosciute dalla Chiesa; vi si entra per vocazione; c’è una professione che impegna ad un preciso stile di vita.
FRANCESCANO: in quanto queste persone decidono di seguire l’esempio e gli insegnamenti di San Francesco.
SECOLARE: cioè composto da persone che vivono nel secolo, nelle realtà del mondo, quali: la famiglia, il lavoro, la società.


Interesse primario del laico francescano è “fare del Signore Gesù il centro e l’ispiratore della propria vita. Cristo povero e crocifisso è il libro in cui i fratelli e le sorelle, a imitazione di Francesco, imparano il perché e il come vivere, amare e soffrire. I francescani secolari sono chiamati a collaborare alla costruzione della Chiesa, ad essere testimoni e strumenti nella sua missione di salvezza”.


Stendardo
Secolarità significa anche presenza viva e testimonianza coraggiosa e coerente nel mondo, cioè “portare Cristo dentro le realtà temporali”, per essere lievito nel tessuto sociale dei nostri tempi e sale che da un particolare sapore alla quotidianità della vita.
In fondo, se vogliamo, non è un ideale programmato da Francesco, è l’ideale del vero cristiano progettato da Cristo: la vocazione alla santità alla quale tutti siamo chiamati.
E San Francesco questa vocazione la sintetizza in una breve frase, la quale però comporta un radicale e permanente cammino di conversione: trasformare il Vangelo in Vita e la Vita in Vangelo.
E poiché il Vangelo è Verità, è umiltà, è giustizia, è misericordia, è pace, è gioia, la fraternità dell’O.F.S. dovrebbe essere sinonimo di Verità, di umiltà, di giustizia, di servizio ed amore.
Ed il francescano per eccellenza, nella cornice delle Beatitudini, dovrebbe essere il costruttore di verità, di giustizia, di carità, di pace, di gioia anche nelle tempeste della vita.

LA STORIA
Un simpatizzante partecipa ad alcune riunioni, aperte a tutti.
Se viene sensibilizzato dall’ ideale francescano presenta la domanda di ammissione e viene accettato.
Da quel momento ha l’obbligo di partecipare costantemente a tutti gli incontri e a tutte le attività, fruendo anche di una preparazione che lo introduca verso idee chiare e precise.
Dopo un anno viene accettato come novizio e frequenta la scuola di formazione francescana. Se il responsabile e l’ assistente ritengono il novizio idoneo si accede alla professione con un rito specifico secondo le disposizioni del Rituale .
La professione è un atto ecclesiale, pubblico, solenne con il quale il novizio, consapevole della sua vocazione, rinnova le promesse battesimali e s’impegna ad essere fedele al Vangelo secondo il messaggio di San Francesco.
Concludiamo dando, uno sguardo sommario all’ideale dell’O.F.S., in parte già enunciato.