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Il
restauro dell'organo settecentesco |
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Il
restauro dell’antico organo settecentesco della chiesa
di Santa Maria di Betlem con l’impegno economico del
Comune di Sassari rappresenta un evento dai molteplici significati:
è il recupero di un pezzo del patrimonio storico-culturale
della città, è rivelazione del secolare e rinnovato
legame tra Comune e Chiesa di Santa Maria, è infine
riscoperta della genuina spiritualità della città,
centrata sulla “festa manna” con l’offerta
dei candelieri e ancora felicemente tramandata dai nostri
gremi. Le melodie di questo organo rimandano idealmente ai
valori della fede proclamata col canto a Santa Maria ma riecheggiano
anche la secolare tradizione musicale dell’Ordine dei
Frati Minori Conventuali, scaturita dallo stesso Francesco
d’Assisi giovane, amante delle feste e del divertimento,
del suono e dei canti. Egli aveva una voce vibrante e dolce,
chiara e sonora e molte sere con gli amici percorreva la città
cantando. Anche dopo la conversione al Vangelo, insieme ai
suoi frati, continuava a cantare le lodi di Dio nel cui seno
è perfetta letizia. Voleva che quando i suoi frati
andavano a predicare, uno di essi facesse il sermone e alla
fine tutti insieme cantassero le lodi del signore, come giullari
di Dio. Il cantico delle creature è il canto di lode
e di ringraziamento a Dio conseguente all’immenso stupore
derivato dalla contemplazione delle sue creature. |
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Queste
peculiarità di Francesco sono all’origine della
cura e competenza nell’Ordine francescano nel campo
musicale, particolarmente in quello liturgico.Ovunque e in
ogni tempo i frati, per dettame delle Costituzioni dell’Ordine,
dovevano, e devono, avere particolare cura del canto liturgico.
Se i Benedettini, sommi maestri nel canto gregoriano, hanno
per secoli riempito le abbazie e i monasteri di celestiali
melodie, i Francescani hanno però il merito di averle
trasferite nelle chiese delle città e offerte come
nutrimento spirituale al popolo di Dio. Così fedeli
e frati poterono cantare insieme le lodi di Dio. Anche i frati
di Santa Maria hanno sempre curato il canto dell’ufficio
divino, delle liturgie eucaristiche e delle altre celebrazioni.
Hanno sempre insegnato il canto a giovani e adulti, creato
e sostenuto un coro specializzato per le liturgie solenni.
Hanno sempre posseduto almeno due organi: uno grande per le
solennità e uno piccolo per la liturgia quotidiana.
L’organo che viene inaugurato ha suonato per quasi tre
secoli musiche composte da religiosi e da cittadini per solennizzare
la preghiera.
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L’archivio
del Convento conserva ancora, nonostante la dispersione dell’Ottocento,
alcune musiche liturgiche e profane scritte dai frati di Santa
Maria e particolarmente un prezioso antifonario francescano. Anche
gli spartiti originali delle musiche del maestro Edmondo Provetti,
fondatore, insieme ai frati, della Banda Santa Maria, ora Città
di Sassari, sono conservate gelosamente. I frati continuano ancora
oggi a curare la musica e il canto, sia direttamente col coro
“Laudate et Benedicite” e con quello dei ragazzi,
sia indirettamente con l’accoglienza di molte formazioni
strumentali e vocali per l’esecuzione di numerosi concerti.
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