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Santa Elisabetta d'Ungheria
patrona dell'Ordine Francescano Secolare
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Il Gran Maestro Klingsohr, sapiente e
astrologo molto famoso nel suo tempo, nel 1207 era ospite
in Turingia del langravio (Gran Duca) Hermann I, chiamato
ad essere giudice nella importante “Disputa dei
Cantori della Wartburg”, che lì si teneva
ogni anno e a cui partecipavano poeti e menestrelli da
tutti i territori germanici. Durante una sosta alla locanda
di Eisenach, una sera guardando il cielo aveva così
profetizzato:
«Vedo una stella sorgere a
oriente: è così bella che sparge i suoi
raggi per tutto il mondo ... sappiate che questa notte
è nata una figliuola al re di Ungheria, il cui
nome sarà Elisabetta, verrà data in sposa
al figlio del vostro principe Hermann e sarà santa».
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Con queste parole profetiche, tramandate
da tutti gli storici, inizia la vita della piccola Santa
Elisabetta d'Ungheria, della quale si celebra appunto,
nel 2007, l'ottavo centenario della nascita. Figlia del
Re Andrea II di Ungheria e della Regina Gertrude di Merano,
discendente diretta di Carlo Magno, Elisabetta nacque
a Presburg, odierna Sarospatak. La sorella di sua madre
era Santa Edvige, mentre Santa Elisabetta del Portogallo,
era sua pronipote.
Nel 1211 Hermann I di Turingia inviò alcuni ambasciatori
in Ungheria allo scopo di combinare un matrimonio tra
il maggiore dei suoi figli, Ludovico, ed Elisabetta, che
aveva appena 4 anni. Elisabetta fu portata alla corte
di Turingia per crescere insieme al futuro marito. Ella
divenne una ragazzina molto pia e religiosa, con un'evidente
inclinazione per la preghiera e per i piccoli atti di
auto-mortificazione.
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Nel 1225 per volere del marito, il ruolo di
frate Ruggero fu assunto dal cognato Corrado di Marburgo, che
non apparteneva a nessun ordine, ma era un uomo molto severo,
un vero asceta. Egli trattò Elisabetta con inesorabile
severità, ricorrendo perfino a strumenti di penitenza
corporale, ma la condusse con polso fermo lungo la via della
santità e, dopo la morte di lei, si prodigò attivamente
per la sua canonizzazione.
Nel 1226 Ludovico partecipa alla Dieta indetta
dall’Imperatore Federico II a Cremona, lasciando la reggenza
alla moglie. Elisabetta dovette affrontare una gravissima carestia
che devastò la Germania. Distribuì elemosine in
ogni angolo del suo territorio, costruì un ospedale,
visitando quotidianamente i ricoverati, ed aiutò contemporaneamente
novecento poveri.
Nel giugno del 1227 Ludovico, al comando delle truppe tedesche,
parte per la crociata guidata da Federico II, mentre Elisabetta
è incinta del terzo figlio. L’ 11 settembre, Ludovico
more di tifo o malaria ad Otranto. Il 29 settembre Elisabetta
dà alla luce una bambina: Gertrude. La notizia della
morte di Ludovico raggiunse Elisabetta in ottobre ed ella esclamò:
"Il mondo e le sue gioie sono ormai morti per me".
Suo zio Eckbert, Vescovo di Bamberg, progettò per lei
un secondo matrimonio, nonostante Elisabetta avesse fatto un
voto di castità, mentre suo marito era in vita, da rispettare
se egli fosse morto. Mentre difendeva tale convinzione dagli
attacchi di suo zio, si scatenano contro Elisabetta le cupidigie
dei cognati, che forse non l'avevano mai sopportata. Viene scacciata
dal castello di Wartburg e le sono tolti i figli, per i quali
rinunzia all'eredità.
Il 24 marzo del 1228, nella chiesa Francescana di Eisenach,
il venerdì santo, Elisabetta rinuncia formalmente alla
propria volontà e a tutte le vanità del mondo.
Emette cioè una vera professione francescana. Poco dopo
lascia l’ambiente principesco e si trasferisce a Marburgo
al seguito di Corrado, suo direttore spirituale. Qui Elisabetta
e le compagne vestono l’abito grigio dei penitenti francescani;
fu una delle prime terziarie francescane della Germania.
Durante l'estate del 1229, Elisabetta costruì l'ospedale
Francescano di Marburgo e si dedicò totalmente alla cura
caritatevole degli ammalati. Costantemente devota a Dio, lavorò
senza sosta, finché le forze non le vennero a mancare.
Morì il 17 novembre 1231 a soli 24 anni, un'età
in cui la maggior parte degli esseri umani ha appena incominciato
a fiorire.
Il 26 maggio del 1235 papa Gregorio IX la
proclama Santa. Il 4 agosto a Marburgo viene posta la prima
pietra della grandiosa chiesa fatta costruire in suo onore e
sarà consacrata nel 1280.
Nel 1236 l’imperatore Federico II in
abiti penitenziali depose la sua corona sul capo di Elisabetta,
le cui spoglie, trovatte intatte ed emananti soave profumo,
furono traslate e deposte nel sepolcro custodito dai Cavalieri
Teutonici.
Nel 1539 la tomba venne profanata dal luterano Duca Filippo
di Hesse per impadronirsi del tesoro. I resti della Santa vennero
trafugati e dispersi. Le reliquie andranno sparse in tutta Europa
per poi essere restituite nel 1548 ai Cavalieri dell’Ordine
Teutonico per ordine dell’imperatore Carlo V. La sua testa
è custodita a Viterbo nella Basilica di san Francesco.
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