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Santuario Antoniano

 

Basta frequentare le celebrazioni antoniane di giugno di ogni anno, in particolare il giorno della festa del Santo per avere la certezza di quanto i sassaresi siano devoti di Sant' Antonio da Padova: il pienone è in tutte le ore della giornata: di adulti, giovani e bambini. Oggi, ma anche nei secoli passati, un libro non basterebbe a descrivere la molteplicità di atti di devozione profonda e quotidiana. Ne ricordiamo solo alcuni...

La cappella del Santo, dicono gli storici, risale almeno al secolo XV. E' certamente precedente
alle altre cappelle e ne è prova l'architettura interna ed esterna.
Ma il fatto che il simulacro che troneggia nell' artistico altare del 1741 di Antonio Contena,
sia ritenuto del secolo XIV riporta almeno ad un secolo indietro la stessa devozione.
In attesa di documenti, amiamo ipotizzare che il Santo sia stato proposto alla devozione dei
fedeli almeno alla fine del secolo XIII, quando fu costituita la chiesa francescana.
Al di là dei tantissimi ex voto, testimoni di "favori"  
ricevuti dai fedeli per intercessione di Sant'Antonio,
giustamente il simulacro del santo è ritenuto 
miracoloso; il P. Antonio Sisco, serio documentari_
sta testimonia di due miracoli, per uno dei quali egli
stesso fu testimone oculare. Lo stesso Municipio
già nel 1568 professava a detto simulacro gran
culto e provvedeva l'olio per la lampada
Si hanno documenti del 1479 di legati di messe
da celebrare all'altare del santo e della esistenza
di una confraternita (o più società di uomini e donne)
legati al Santo di Padova.

Effige del glorioso Taumaturgo

 

Reliquario esposto alla festa del Santo

Nel 1711 il Santo fu scelto come 
patrono della compagnia baracellare    
Nel 1795 la città si affidò al Santo 
perchè finisse il flagello della siccità, 
mentre nel 1800 ne chiese l'intercessione 
per la cessazione della pioggia.                       
Numerosi benefattori, anche dell'alta società,
sovvenzionarono  processioni e predicatori.
Ricordiamo che il popolo tutto si è sempre
dimostrato generoso, concedendo le offerte
richieste in nome del Santo, le quali venivano 
usate per arricchire la chiesa di arredi decorosi 
e artistici, primo fra i quali la stessa pala
dell' altare del Santo.
Infine per secoli i malati immobili richiedevano 
la visita del  Santo nelle proprie case, e i frati
recavano una piccola statua, tuttora esistente,
a conforto.

 

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